Agli studenti.

Cari ragazzi,

la nostra scuola si è spostata altrove, non siamo nell’edificio, ma siamo comunque tutti al lavoro: voi, i docenti, io. E’ un esilio, ma da ogni esilio si può imparare molto. Si può imparare a riconoscere il valore della vita in tempi normali, del rallentare, del dedicarsi alla famiglia, dell’avere tempo per riflettere, del creare un mondo con le proprie risorse; si può imparare la convivenza e l’autonomia.

Questo è il momento della precarietà: per ciò che avviene intorno a noi, per ciò che ci potrebbe accadere, per la connessione che forse non regge, per i Giga che potrebbero finire, per le persone che non riusciamo a vedere, per il tempo che non si sa quanto lungo sarà. La precarietà può insegnare la resilienza. Fate memoria di tutto questo e fatene tesoro costruendo una modalità vincente per il vostro futuro.

La chiave è il dare valore. E’ essenziale imparare a dare valore a ciò che siete, a ciò che vivete, a ciò che c’è intorno a voi, al vostro tempo, al lavoro di tutti. I vostri docenti passano ore e ore a preparare i materiali per voi, non hanno tregua. E’ un lavoro invisibile, ma c’è. Voi studiate anche in questi momenti difficili e usando una modalità didattica nuova. La misura delle cose è ciascuno di voi: solo voi potete scegliere ciò a cui volete dare valore. Questo farà la differenza per la vostra vita attuale e futura.

La didattica a distanza è l’unica possibile ora e questo rende necessario cambiare tutto il sistema. E’ una didattica che necessita di un impegno maggiore di quello del lavoro in presenza: dovete gestirvi in autonomia, vincere la pigrizia e le scuse facili che si possono trovare con lo schermo spento. Diventerete più forti e adulti, se vincerete queste tentazioni e se imparerete a gestire il vostro impegno.

Noi stiamo lavorando al documento di valutazione, così da poter procedere a verifiche e a valutare il vostro lavoro: le categorie normali del calendario scolastico sono da rivedere perché il nostro tempo ora è scandito in modo diverso. Appena sarà pronto, ve lo comunicherò. Siate sereni. Partecipate alle lezioni e impegnatevi nelle attività. Preparerete così il nuovo anno che arriverà, di certo, in una forma più consapevole. Sarà bello, proprio perché avremo sperimentato la privazione.

Possiamo trovare insieme la forza per uscire da questa esperienza più consapevoli, più umili, più forti. Abbiamo l’occasione di imparare un nuovo senso di comunità, responsabilità e solidarietà. Così saremo più capaci di usare una comunicazione meno superficiale e meno futile, non ostile, attenta all’ascolto e alla cooperazione.

La Dirigente Scolastica