Cina: cani e gatti fuori dal menu

La Cina vieta il consumo della carne di cani e gatti dopo la diffusione del Covid-19.

Ogni anno circa diecimila cani e gatti vengono massacrati e venduti nei grandi mercati cinesi, tuttavia il ministero dell’Agricoltura e degli Affari rurali di Pechino, ha pubblicato una bozza di legge sul «riordino delle risorse alimentari», escludendo i cani e i gatti dalla catena alimentare, in quanto sono stati riconosciuti animali domestici. Questi animali non erano mai stati inseriti nel catalogo ministeriale degli animali da carne; in particolare, il 20 giugno a Yulin si è sempre celebrato il famoso festival della carne di cane, evento in cui questi animali venivano uccisi brutalmente perché mangiare la loro carne, secondo antiche credenze, riduceva il calore interno del corpo, aiutava la circolazione del sangue e rinforzava la virilità. Si tratta di una grande novità che avverrà a partire dal 1 maggio a seguito della pandemia del Covid-19, dato che il governo cinese vuole evitare che si ripeta il salto di un virus dalle carni di animali in gabbia all’uomo, come è avvenuto al mercato di Wuhan. Greta De Min, 5X