Covid-19: pericolo per le vacanze e per l’economia?

L’influenza dell’attuale situazione economica sulle nostre vacanze estive

Secondo i dati di “Federalberghi”, solitamente tra i mesi di marzo e aprile si registrano circa 48 milioni di persone negli alberghi e hotel di tutta Italia. Il 52.7% sono stranieri, ora assenti dal mercato,

così come gli italiani per via della quarantena. 

Le perdite del mercato si stimano per 2,5 miliardi di euro, senza considerare trasporti, bar,

attrazioni, ristoranti, shopping e molti altri, anche questi inattivi o parzialmente attivi a causa della situazione attuale.  Per questi motivi  si consiglia agli italiani di non cancellare le prenotazioni fatte prima della quarantena, incentivando nel mentre gli albergatori ad avere una maggiore flessibilità riguardo le prenotazioni; misura che anche “Airbnb” sta adottando.

Le opzioni per le vacanze estive che stanno arrivando sono rivolte più alla riscoperta di un’Italia dimenticata e sconosciuta. Grazie alla minor frequentazione dei luoghi si ottiene non solo meno rischio di contagio, ma anche un incentivo per la crescita dell’economia nazionale. Per evitare di uscire dalla propria regione, un’altra opzione possono essere i numerosi campeggi attrezzati.

Per quanto riguarda le spiagge, non sarà utilizzato il plexiglas per dividere i lettini, ma ci si dovrà mantenere ad una distanza massima di 4 metri. Sarà obbligatorio l’uso delle cabine e il distanziamento tra clienti e lavoratori, i campi sportivi e le aree di gioco dovranno essere sanificate ogni giorno e si sta pensando di eliminarle del tutto.

Scienziati ed esperti dicono che l’acqua non è un mezzo per il quale il virus si può trasmettere.

Una possibilità che si sta valutando per incentivare il turismo è un bonus vacanze tra i 300 e i 600 euro creato grazie le detrazioni fiscali, i requisiti per ottenerlo sono ancora da delineare.

Per quanto riguarda l’economia nazionale, il Pil del primo trimestre di quest’anno si stima sia ridotto di circa il 5.5% in confronto all’anno scorso, con previsioni di una diminuzione del 9.6% circa a fine anno, il caso più grave in tutta Europa, dopo la Grecia. Si teorizza che in assenza di altri imprevisti e se la situazione procede nella maniera sperata, l’impatto economico inizi a stabilizzarsi nel primo trimestre del 2021.

Secondo Maurizio Stirpe, vicepresidente di Confindustria, fino a quando la curva di domanda non

ricresce a livelli soddisfacenti servono indennizzi, perché molte imprese che si trovavano in

situazione di debito devono ancora chiedere prestiti per sopravvivere, il che infatti provoca un indebitamento

ulteriore. Per la ripresa del sistema produttivo servono incentivi sugli investimenti, così come un accesso semplificato ai vari mercati. Invece di seguire un piano assistenziale, è preferibile creare un sistema di politiche attive nel lavoro per aiutare i disoccupati a causa della pandemia.

Non è ancora ufficiale il divieto per i licenziamenti prorogato di altri 3 mesi, e anche se non fosse rimandato si dovrebbe però far coincidere i licenziamenti con l’arrivo della “cassa integrazione per il periodo Covid “ da parte dello stato.

Secondo Maurizio Stirpe le attività commerciali, se seguono le misure di sicurezza secondo il protocollo del 24 aprile, devono riaprire tutte contemporaneamente, senza distinzione del settore di appartenenza. Gli imprenditori chiedono di discutere con il governo le modalità di giudizio per la responsabilità sanitaria dei lavoratori nel decreto di maggio, per tutelare coloro che seguono le giuste modalità sanitarie e non dare a priori la colpa a chi è a capo dell’impresa.

Naturalmente tutti i protocolli cambieranno a seconda della situazione e le decisioni saranno prese con giudizio da parte del governo.

Luis Villalba 4F