Il mare in Italia era tornato a respirare ma non per molto

Alle immagini dei delfini che ripopolano i litorali si sostituiscono quelle dei versamenti illegali di liquami, così si continuano a distruggere ecosistemi durante la pandemia.

La foto ritrae la foce del canale Agnena, tra Castel Volturno e Mondragone, in Campania.

Qui, dai post che circolano sui social e dalle testimonianze dei residenti, appare chiaro l’inizio della fase 2 che sembra abbia ridato inizio agli scarichi illegali che avvelenano il nostro litorale.
Il sindaco di Castel Volturno Luigi Umberto Petrella riferisce dell’arrivo sul posto delle forze della protezione ambientale e che proprio loro hanno già effettuato i prelievi mentre anche la Procura di Santa Maria Capua Vetere ha aperto sulla questione un’indagine per inquinamento ambientale.

Le indagini che sono state portate avanti hanno messo in evidenza il periodo dello scarico che va dal 4 al 7 maggio ma non hanno portato all’individuazione dei responsabili. Sulla questione le istituzioni sembrano non essersi fermate con l’annuncio da parte dell’ARPA che ha annunciato l’avvio di un piano di monitoraggio ambientale.

Il rischio è che quello di Castel Volturno possa essere uno dei tanti casi di inquinamento ambientale che durante questi giorni di semi-libertà hanno ripreso a martoriare il Bel Paese.
Bisogna mantenere alta l’attenzione su un tema che continua anche durante la pandemia ad essere vitale per il futuro.

Lorenzo Salvatore 5B