Il Teatro per abbattere le frontiere

Da anni al Liceo Meucci è possibile per gli studenti frequentare un corso di teatro gratuitamente. Un’intervista a Raffaele Calabrese, regista del Laboratorio Sperimentale Teatro Finestra, curatore del corso.

Da parecchi anni il Liceo Meucci è in partnership con il “Laboratorio Sperimentale Teatro Finestra” che offre agli studenti di qualsiasi classe l’opportunità di potersi iscrivere ad un corso teatrale pomeridiano gratuitamente. Quest’anno è di sicuro particolare anche per il mondo del teatro, che deve far fronte ad emergenze mai successe finora.

-Cosa ti ha spinto ad attivare un corso gratuito di teatro al liceo di Aprilia?

-Così risponde il regista e curatore del corso Raffaele Calabrese:

“Il motivo per il quale ho deciso di tenere gratuitamente un corso di teatro al liceo è che volevo che si avvicinassero più ragazzi possibili al Laboratorio. Perché, se è vero che il teatro fa un gran bene ai giovani, è altrettanto vero che i giovani hanno tanto da offrire al teatro. Molti dei ragazzi infatti, dopo l’esperienza al liceo, hanno proseguito con il laboratorio adulti che teniamo negli spazi di Cultura Aprilia. In questo modo si riescono a mettere in circolo nuove energie che sono vitali per la vita del teatro.”

-Come sta reagendo il Teatro di Aprilia all’emergenza Coronavirus?

“L’attività purtroppo è ferma. Stiamo cercando di realizzare qualcosa da casa. Sulla nostra pagina facebook (Laboratorio Sperimentale Teatro Finestra) è possibile visionare il lavoro che si sta facendo. Ovviamente nulla ha a che fare con il teatro ma sono modalità alternative per tenere viva l’attenzione e per mantenere un filo di unione tra noi. Questo però non esclude che quello che sta venendo fuori possa diventare lo spunto per lavori futuri.”

Perché una persona dovrebbe fare teatro?

-“Potrei rispondere a questa domanda con un’altra domanda: perché non fare teatro? Milioni sono i motivi per avvicinarsi al teatro. È senza dubbio un ottimo strumento di socializzazione, è un modo per entrare in contatto con gli altri ma soprattutto con se stessi, con angoli di sé inesplorati. In una società in cui tutti siamo “connessi” ma solo in modo virtuale, fare teatro è quasi un atto rivoluzionario. Mai come ora il teatro si rende necessario.C’è un bisogno pazzesco di mettersi in contatto, di creare legami, unioni profonde. C’è bisogno di guardarsi negli occhi, di parlarsi, di tenersi per mano, di giocare insieme, perché in fondo il teatro questo è, un meraviglioso gioco. L’esperienza del Coronavirus ci ha costretti a stare lontani, il teatro ci aiuterà a riavvicinarci.”

Che messaggio vuoi lasciare ai ragazzi del liceo?

-“Il messaggio che voglio lasciare è questo: studiate! Studiate perché solo lo studio, e quindi la conoscenza, possono renderci liberi. Ma vi dico anche: coltivate un’arte e fatelo con passione. Io ho scelto il teatro, questa è l’arte che amo.Il grande Jerzy Grotowski diceva “il teatro non è indispensabile, serve ad attraversare le frontiere tra te e me”. Solo per questo tutti dovremmo fare l’esperienza del teatro almeno una volta nella vita, forse impareremmo ad abbattere qualche frontiera.”

Dall’intervista al regista Raffaele Calabrese si evince come il teatro abbia, assieme alle altre arti, il potere di abbattere le frontiere che dividono gli esseri umani, formando un mondo in cui le distinzioni non sono dei limiti, ma delle opportunità di contatto che possono rendere il mondo un posto migliore in cui vivere.

Luca Gabriele, 5 F