COVID-19: MOLTEPLICI IPOTESI SUL VIRUS CAUSA DELLA PANDEMIA

Sono in molti i ricercatori che cercano spiegazioni logiche per spiegare la diffusione sempre più rapida e catastrofica del virus, ormai unico protagonista di questo periodo.

Ormai è quasi passato un anno dall’inizio della pandemia da Covid-19, tantoché non si riesce quasi più a ricordare come fosse la vita e la quotidianità prima del suo arrivo. In questo periodo di tempo sono numerose le ricerche scientifiche che hanno aiutato nella lotta contro il Covid-19, e seppur utili sono molto diverse tra di loro. Non è difatti la prima volta che gli scienziati si trovano ad affrontare un evento catastrofico, come il cambiamento climatico, con opinioni diverse e a volte contrastanti. 

Ricordiamo infatti l’ipotesi secondo la quale con le temperature calde il virus si sarebbe indebolito. Questa ipotesi si trovava in netta contrapposizioni con la teoria secondo la quale il Covid-19 non teneva affatto conto delle temperature esterne, quindi né temperature fredde, tantomeno quelle calde, avrebbero annientato il virus con tanta facilità. 

Un altro studio invece è stato condotto da alcuni ricercatori dell’Università Oberta de Catalunya (UOC), il quale afferma che il delirio accompagnato dalla febbre è uno dei sintomi precoci del Covid-19, che quindi si manifesta prima della comparsa dei sintomi più conosciuti, come perdita del gusto e dell’olfatto, e che il paziente sviluppa nelle fasi iniziali della malattia.

Altri studi ancora, al contrario, dimostrano che c’è una correlazione tra l’esposizione all’inquinamento e la diffusione del Covid-19. Questa ricerca, pubblicata sulla rivista Environmental Pollution (Elsevier), è frutto della collaborazione tra l’Università del Salento, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e la fondazione Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici. Questo studio rivela una potenziale correlazione tra il tasso di diffusione del SARS-CoV-2, ovvero il coronavirus responsabile della pandemia, e l’esposizione ad inquinanti atmosferici, come particolati PM10, PM2,5 e diossido d’azoto NO2.

Un’altra ipotesi, invece, sviluppata recentemente da un team di ricercatori della scuola di ingegneria della Johns Hopkins e presentata in un nuovo studio pubblicato su Physics of Fluids, consiste in una nuova formula per comprendere e calcolare con maggior dettaglio le possibilità che il virus SARS-CoV-2 possa trasmettersi per via aerea da una persona ad un’altra. Questa formula prende ispirazione dalla nota equazione di Drake, sviluppata per calcolare la probabilità di trovare una civiltà extraterrestre intelligente nella via Lattea, in questo caso può essere utilizzata per un uso più pratico, infatti come spiega uno dei ricercatori, Rajat Mittal, “che cosa deve realmente accadere per essere infettati? Se riusciamo a visualizzare questo processo in modo più chiaro e quantitativo, possiamo prendere decisioni migliori su quali attività riprendere e quali evitare”.

In conclusione, questo periodo storico, che un giorno sarà solo un lontano ricordo, oggigiorno è caratterizzato da numerose correnti di pensiero in tutti gli ambiti, in questo caso quello scientifico. Sono molteplici le ipotesi e tesi sviluppate, e lo saranno altrettanto quelle che verranno in seguito, alcune di loro sono in netta contrapposizione, altre invece cercano di dare una quantificazione e spiegazione logica all’espansione del Covid-19 nella speranza di mettere fine a questo viaggio che ormai dura da diverso tempo.

Beatrice Caretta IV E