MUORE IL GRANDE GIGI PROIETTI, FIGURA EMBLEMA D’ITALIA

Attore, drammaturgo, regista, comico, doppiatore, cabarettista, conduttore televisivo e direttore artistico italiano: è passato ormai più di un mese dalla morte del grande Gigi Proietti, avvenuta il 2 novembre intorno alle 5:30 del mattino.

Muore all’età di 80 anni nella clinica di Villa Margherita a Roma, dove era ricoverato in terapia intensiva a causa di un attacco cardiaco. Il 5 novembre si sono celebrati i funerali nella chiesa degli attori, in piazza del popolo, a Roma. Il funerale è stato accompagnato da una diretta televisiva per evitare gli assembramenti, a causa della pandemia. Inoltre la sindaca di Roma, Virginia Raggi, in sua memoria, ha proclamato il lutto cittadino per quel giorno.

Era nato a Roma il 2 novembre 1940 ed era figlio di un impiegato e di una casalinga. Diceva di non essere figlio d’arte, ma che forse aveva ereditato la vena artistica dalla madre: “mio nonno faceva il pecoraio, ma era un poeta. Quando è morto abbiamo ritrovato una serie di libretti con bellissime poesie, non c’era una virgola sbagliata. E chissà, forse ho ripreso da lui il gusto di scriverne anch’io in romanesco”, diceva.

Inizialmente, per mantenersi, faceva il cantante dei night club, con un gruppo di amici: cominciava alle 10 di sera e finiva alle 4 di mattina. Gli piaceva recitare e così si cimentò in questa avventura negli anni Settanta, esibendosi insieme ai compagni in un vecchio magazzino di scope. Nonostante questo, il padre era contro la sua scelta: “Ho capito che recitare mi piaceva tantissimo, è diventata la mia vita. Ma per papà non era la scelta giusta, era preoccupato e mi ripeteva: ‘Prendi un pezzo di carta, se piove o tira vento è una sicurezza’”.

Il 1970 fu l’anno del trionfo: musical “Alleluia brava gente”, dove aveva preso il posto di Domenico Modugno, dato che egli aveva abbandonato il progetto. Da lì la sua carriera diventa una serie di successi al teatro, al cinema e in televisione. Persino doppiatore di attori della taglia di Dustin Hoffman, Marlon Brando e Robert De Niro. Portava sempre, inoltre, una camicia bianca sul palco, come un rito scaramantico, ispirandosi proprio a Shakespeare.

È stato un personaggio molto amato da tutti, infatti per onorarlo, l’artista Lucamaleonte lo ha dipinto sulla facciata di un palazzo di Via Tonale 6, lo stesso luogo dove Gigi aveva trascorso la sua infanzia. Viene rappresentato sorridente, con un cappello a falda larga e con un velo di malinconia nel volto. 

Luis Villalba 5F