Trump non si arrende, ecco l’ultima battaglia: l’attacco di Capitol Hill

Attacco a Capitol Hill di Washington, 52 arresti e centinaia i feriti registrati nel corso dell’assedio.

Il 6 gennaio, il Campidoglio statunitense, durante l’Assemblea del Congresso dove si festeggiava la vittoria alle elezioni presidenziali di Joe Biden, ha subito un attacco senza precedenti da parte di una folla di rivoltosi, sostenitori del presidente uscente Donald Trump. Il primo ad entrare nella sede del potere statunitense è stato Jake Angeli, attore e performer, il quale armato, ha guidato la sommossa, sorprendendo deputati e senatori. L’artefice dell’attacco alla democrazia americana, indossando abiti da vichingo e corno di bisonte, si è fatto riconoscere come “Sciamano di QAnon”. L’uomo ha inoltre affermato di aver promosso questa azione poiché fermamente convinto di vivere in un mondo guidato da pedofili che nutrono un profondo odio nei confronti di Donald Trump.

Dopo aver violato il perimetro di sicurezza, i rivoltosi sono entrati a piedi nell’edificio, mentre altri hanno utilizzato entrate improvvisate, rotto finestre e sparso sostanze chimiche sugli agenti. Per porre fine all’influsso della massa, le uscite e gli ingressi sono stati bloccati; coloro che erano presenti nella struttura sono stati obbligati a mettersi al riparo. La domanda che sorge quindi spontanea è come le forze dell’ordine siano riuscite ad intervenire. Hanno fornito maschere antigas per prevenire le conseguenze dei gas lacrimogeni utilizzati contro la folla, inoltre hanno cercato di mettere in sicurezza le urne contenenti i certificati di voto elettorali.

È il bilancio della giornata che è allarmante, tra i diversi decessi si registrano 52 arresti, centinaia di feriti, la distruzione parziale dell’edificio e la morte del capo della polizia di Washington DC, ucciso con un colpo di pistola al petto.

Questo evento storico segnerà in maniera drastica la storia della democrazia americana, sia per la sua portata, ma sopratutto per il carattere di ribellione con cui è stato portato avanti.

Ludovica Guerri 4R, Alice Rossetti 4R, Sara Pichi 4R