DRAGHI: LA PROPOSTA CHE RIVOLUZIONEREBBE L’ANNO SCOLASTICO

Mario Draghi, Presidente del Consiglio incaricato, ha lanciato la sua proposta sulle scuole: studenti e professori contrari.

A seguito delle dimissioni del premier Giuseppe Conte, è stato indicato come suo sostituto, dal Capo dello Stato Mattarella, l’ex presidente della BCE Mario Draghi. Il premier incaricato sembra già avere diverse proposte: tra le più discusse vi è quella di un eventuale cambiamento del calendario scolastico. Recenti studi statistici hanno registrato gap formativi e un preoccupante calo dell’apprendimento a causa della DAD che ormai va avanti da un anno. La soluzione a questo problema per Draghi potrebbe essere un prolungamento delle lezioni fino alla fine di giugno. La proposta ha fatto scalpore nel mondo della scuola: né alunni né professori sembrano essere d’accordo per diversi motivi. Come prima cosa, la maggior parte degli istituti non risulta idonea a contrastare le alte temperature dei mesi estivi, come seconda, ma non meno importante, a causa la pandemia in corso, sia gli studenti che i professori che il personale scolastico sono costretti ad indossare le mascherine protettive, creando non pochi problemi (come alla respirazione, sudorazione ecc.), senza contare il fatto che un ipotetico prolungamento del calendario scolastico farebbe slittare gli esami di terza media e di maturità a ridosso dei mesi più caldi. Terminare gli esami di maturità a fine luglio, tra l’altro, comporterebbe molte complicazioni a tutti quegli studenti che normalmente, sfruttano i mesi estivi per prepararsi ai test di ammissione all’università.

Oltre tutte queste obbiezioni gli studenti sostengono che non ci sia necessità di recuperare il “tempo perso in DAD”, che di fatto non solo non è stato tale, ma addirittura è risultato più impegnativo e stressante delle lezioni in presenza. Anche i sindacati ed i professori si sono espressi contrari a quest’ipotesi, già quando a dicembre l’ex ministro dell’istruzione Azzolina aveva proposto un sondaggio analogo. Se ciò si verificasse significherebbe svalutare il lavoro, la dedizione e lo sforzo della scuola italiana.

EMANUELE CIPRIANO 4°R, SOFIA CONSIGLIO 4°R, CECILIA PUGLIESE 4°R