TERZA ONDATA: UN’IPOTESI CHE DIVIENE REALTÀ?

L’RT (indice di contagio) è in continuo aumento, la terza ondata è oramai alle porte e tra gli studiosi riecheggia l’ipotesi di un nuovo lockdown.

Un anno fa il Covid-19 entrava a far parte della vita quotidiana di ogni cittadino, prima la zona rossa di Codogno e, dopo poche settimane, tutta l’Italia fu costretta a chiudersi affrontando i mesi più duri dal secondo dopoguerra, e a un anno da tutto ciò nulla sembra essere cambiato, infatti sempre più virologi, da Crisanti a Rezza invocano una nuova chiusura totale. “La terza ondata non fa sconti a nessuno”, sostiene il comitato tecnico scientifico e i dati di queste settimane ci dicono che non possiamo assolutamente abbassare la guardia. Secondo il premier Draghi le misure di contenimento vanno addirittura rafforzate, molte regioni infatti avranno dure restrizioni e alcune città, come Brescia diventano zone rosse, infatti secondo il Presidente del Consiglio è molto più utile circoscrivere determinate zone rosse piuttosto che allargare tali restrizioni a tutto il suolo Nazionale. La Lombardia, il Veneto ed il Piemonte hanno un RT superiore ad 1 e questo è secondo gli studiosi un preoccupante allarme che non deve essere assolutamente trascurato; Campania e Puglia che hanno un RT di contagio che oscilla fra il 0.70 e 0.80 hanno deciso di chiudere le scuole, preoccupati anche dalle nuove varianti che fra i ragazzi hanno un contagio molto elevato. Tutte queste misure serviranno a scagionare l’ipotesi lockdown? È possibile che da un anno le Istituzioni non siano state in grado di migliorare ciò che nella prima ondata è andato storto?

EMANUELE CIPRIANO 4°R

SOFIA CONSIGLIO 4°R

CECILIA PUGLIESE 4°R

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