Black Mirror: l’immagine di ciò che potremmo diventare

Una delle serie più geniali del decennio insegna a tutti un po’ di etica virtuale

La serie di successo mondiale prodotta da Charles Brooker è stata trasmessa dal 2011 al 2019, ora disponibile su Netflix, e si articola in quattro stagioni composte da episodi con trame e personaggi completamente diversi, ma con un filo conduttore comune espresso a pieno dal titolo della serie: lo schermo nero, quello che ormai ogni giorno ci è davanti tra cellulari, computer e televisione, e che insieme all’utilità porta con sé numerosi problemi, soprattutto a livello sociale. È proprio questo il tema centrale della serie, il degrado della società e dei rapporti interpersonali che va a pari passo con il progresso tecnologico.

Inoltre i produttori coerentemente con la tematica non si sono fermati a produrre una serie “come le altre”, e nel 2018 è uscito un film interattivo, Black Mirror: Bandersnatch, durante la visione del quale lo spettatore deve fare delle scelte che influiscono sulla trama e si ritrova poi coinvolto nella storia del protagonista proprio attraverso le decisioni prese.

Nessun episodio lascia mai indifferente non soltanto per la storia in sé, ma per il senso di turbamento che trasmette. La sconvolgente visione che la serie fornisce, benché a primo impatto sembri esagerata e drastica, rappresenta al contempo una realtà possibile. Eppure la preoccupazione in merito alla tecnologia non risiede in essa, ma nel suo utilizzo, o meglio dire, abuso. Di questo passo, quanto ci fonderemo con il dispositivo di cui non riusciamo a farne a meno? Di quanto ci allontaneremo dalla realtà e le persone che la compongono? 

L’alienazione è la parola chiave: molti perdono e trasferiscono la propria personalità donandola al “telefono”. Ma è veramente così importante il telefono? Soprattutto, per chi?

Esso, e in generale la tecnologia odierna, sono diventati routine con l’avvento dell’epidemia globale che purtroppo ha colpito tutti, e ha incrementato notevolmente l’uso inappropriato e soprattutto inconsapevole dei diversi dispositivi tecnologici, in particolare quelli che permettono di socializzare con le altre persone: bisogna tenere conto della responsabilità che porta con sé l’interazione online, di fatti le ripercussioni che possono avere determinate azioni e i rischi che esse implicano sono prove del fatto che, a differenza di ciò che si crede, non si è mai anonimi in rete. 

La serie dunque, oltre che intrattenere, funge da reminder in merito alla tecnologia, dalla quale ci si ritrova travolti solamente se glielo si permette. 

Moga Noemi, 3K

Orekhova Anna, 4R

Chiara Pini, 5Z