UN ANNO DI COVID: QUANTO SONO STATE STRAVOLTE LE VITE DEI GIOVANI?

Oramai a distanza di un anno dal primo lockdown in Italia, è altissimo l’impatto del virus sulla vita di tutti i giorni, soprattutto nei giovani.

Da un giorno all’altro la popolazione mondiale si è ritrovata a combattere contro un virus che l’ha chiusa in casa, ha cambiato le sue abitudini, e ha dato molto tempo per riflettere.                       Ma c’è una categoria più di altre che sembra essere stata colpita in modo profondo dagli effetti collaterali del coronavirus: i ragazzi più giovani. Loro hanno perso ogni punto di riferimento: gli amici, i compagni di scuola, la possibilità di uscire e fare sport. Inizialmente l’idea della chiusura momentanea non ha generato ansia e tristezza, anzi l’idea di staccare per qualche giorno dalla solita routine ha dato la possibilità a molte persone di prendere del tempo per se stessi. 

Ma i giorni sono iniziati a passare e la situazione non migliorava, i DPCM cambiavano, ma bisognava sempre rimanere in casa. Rimanere in uno spazio di pochi metri quadrati tutto il giorno tutti i giorni iniziava a diventare molto pesante e noioso, le attività per far scorrere il tempo più velocemente stavano iniziando man mano a finire e i giovani si sono ritrovati sempre più scossi dalla situazione. 

Molti sono i dati statistici rilasciati negli ultimi mesi riguardanti gli studenti, per lo più adolescenti, con età comprese tra i 13 e i 19 anni. 

Si evince da un’indagine realizzata da “ipsos” che solo il 26% pensa che tornerà tutto alla normalità, e circa il 43% ritiene che anche dopo il vaccino staremo insieme in un modo diverso rispetto a quello che conosciamo, sfruttando al massimo le piattaforme social.

Da un punto di vista sociale l’85% afferma di aver compreso l’importanza di una semplice uscita con gli amici, alla quale tutti si sono trovati a dover rinunciare da un momento all’altro. 

Molte interviste sono state effettuate da enti, anche importanti, per quanto riguarda i giovani e come stanno vivendo questo periodo, che sembra proprio “strappare via” i loro anni più belli. Oltre ai vari hobby, nel periodo del primo grande lockdown, a tirare su il morale era la speranza di tornare alla normalità, non appena fosse arrivata l’estate. Alla fine di questi lunghi mesi, alcuni ragazzi intervistati affermano di aver riscontrato una certa difficoltà nel relazionarsi in contesti più ampi, quando sono presenti molte persone, essendo abituati a rimanere in casa e a videochiamate con pochi amici. 

Inoltre, con la seconda e anche terza e più recente ondata di contagi, molti giovani guardano indietro vedono un periodo molto stressante, caratterizzato dall’incertezza riguardo un ritorno alla normalità. I giovani hanno riscontrato di avere sempre meno tempo per sé stessi, e molte distrazioni che avevano prima della pandemia, come l’andare a casa di un amico per studiare insieme, non sono più possibile, al fine di assicurare la salute di tutti. È un momento estremamente difficile per tutti, ma soprattutto per i giovani.

Franco Eleonora 3K

Castagnacci Alessia 4R

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