L’estinzione delle balene: un pericolo reale.

Secondo gli esperti almeno 20.000 balene ogni anno vengono uccise dallo scontro con le navi mercantili, da crociera e da pesca.

I primi movimenti per la salvaguardia delle balene sono iniziati negli anni 70, in questo periodo i coraggiosi attivisti di Greenpeace hanno mostrato a tutto il mondo la crudeltà dell’industria baleniera, battendosi sotto il grido “Save the whales”. Queste manifestazioni hanno cambiato l’opinione pubblica e instillato nelle persone una nuova sensibilità nei confronti di questi grandi cetacei, tanto che nel 1986 è entrato in vigore il divieto di caccia alla balena.

Ad oggi, tra le prime cause di morte delle balene, oltre all’inquinamento dei mari, lo spiaggiamento, le catture accidentali e l’industria baleniera giapponese e norvegese, c’è lo scontro di questi animali con le grandi navi mercantili. Questo fenomeno ha una maggiore incidenza nel Mediterraneo e nell’Oceano Indiano. La situazione è destinata a peggiorare se si considera che il traffico mercantile raddoppia ogni 10 anni. Le balene muoiono sul colpo o in seguito a causa delle gravi ferite riportate e, anche se non vengono colpite direttamente dalle imbarcazioni, il rumore assordante che producono influenza le loro abitudini alimentari e riproduttive. I danni non sono esattamente calcolabili, infatti non tutti i corpi dei cetacei arrivano a riva, molti giacciono sui fondali marini.

Le balene si sono evolute e hanno vissuto per moltissimi secoli in un mare privo di imbarcazioni e di conseguenza non hanno alcun mezzo per percepire l’arrivo delle navi. D’altra parte, le navi mercantili sono lunghe circa 400 metri e larghe 60 metri, perciò non è un’impresa facile, per non dire impossibile, cambiare la rotta per evitare lo scontro. Tuttavia in questi anni la scienza ha elaborato nuove tecnologie, come per esempio il sistema REPCET, che consente alle navi di scambiare dati tramite satellite sulla presenza dei grandi cetacei. In alcune aree l’unica soluzione sarebbe spostare le rotte commerciali: al largo dello Sri Lanka sarebbe sufficiente spostare il traffico mercantile leggermente più a sud per evitare il 94% degli incidenti.

La tutela delle balene è importante anche per tutto il funzionamento dell’ecosistema marino, che subirebbe gravi danni per la loro assenza. I più alti tassi di produttività ittica si registrano nei luoghi in cui le balene si nutrono e danno alla luce i loro piccoli, quindi sono una grandissima risorsa per gli oceani sempre più stressati dalla pesca intensiva. Numerosi studi scientifici dimostrano che le balene, così come gli altri cetacei, sono esseri intelligenti, giocosi, con un complesso linguaggio, non si sa ancora fino a che punto. In conclusione la tutela di questi grandi cetacei è fondamentale, non solo per la conservazione di questa magnifica specie, ma anche per la tutta la vita nell’Oceano.

Alba Rachele Tonini, 4R Beatrice Damiano, 3S Alex Coman, 4A