I primi passi verso l’uguaglianza: la storia di Elena Cornaro Piscopia e Laura Bassi.

Orgoglio italiano nel XVII secolo e ancora oggi: cresciute nella nostra terra le prime due laureate d’Europa, se non del mondo.

Già prima del XX secolo, quando iniziò il famoso movimento del suffragio femminile, alcune donne sono riuscite a spiccare in una scena in cui la figura maschile era predominante. La poetessa Saffo, Giovanna D’Arco, Caterina II di Russia: sono solo alcune delle figure femminili che sono riuscite a distinguersi, tutte in ambienti più o meno diversi.

Nel campo del percorso universitario, ci sono due donne che tra il XVII e il XVIII secolo sono riuscite a conseguire dei risultati importanti. Elena Lucrezia Cornaro Piscopia è una di queste. Anche se alcuni storici la pensano diversamente, lei è la prima donna d’Europa, se non del mondo, a ricevere una laurea universitaria. Elena era figlia di un importante nobile della repubblica di Venezia il quale era riuscito a favorirne l’istruzione.

Dopo aver preso i voti come oblata benedettina la giovane si addentrò sin da subito nello studio di filosofia, teologia, il greco, il latino, l’ebraico e lo spagnolo.
Si fece conoscere tra gli intellettuali più importanti dell’epoca e nel 1669 fu accolta in alcune delle principali accademie.
Il padre arrivò persino a chiedere che la figlia potesse laurearsi in teologia all’università di Padova, ma un importante cardinale cercò di opporsi in quanto non riteneva che una donna potesse diventare dottore.
Tuttavia nel 1678 riuscì a laurearsi in filosofia, non potendo però insegnare in quanto donna. Circa 50 anni dopo in Europa si laureò un’altra donna: Laura Bassi.
Nata a Bologna nel 1711, era abile in moltissime materie (biologia, matematica, logica, filosofia, latino, greco e francese, studiate a casa), quando non era ancora ventenne, nel 1732, sostenne la disputa “De universa re philosophica” grazie alla quale ottenne la laurea in filosofia e una cattedra onoraria di filosofia all’università bolognese. Inizialmente potè insegnare soltanto in occasioni speciali, ma nel 1749, grazie al laboratorio allestito in casa con il marito, riuscì ad ottenere dei regolari corsi di fisica sperimentale. Il suo corso venne successivamente riconosciuto a tutti gli effetti dall’Università di Bologna e divenne così una dei docenti più importanti di tutto l’ateneo.
Queste due donne, singolari per curiosità e intelligenza, possono essere viste come se l’una avesse completato il lavoro dell’altra: se Elena si è “soltanto” laureata, Laura ha continuato su quella strada ed è riuscita a raggiungere l’obiettivo di insegnare all’università, avvicinando un po’ di più il genere femminile al quel sogno utopico che sembrava essere l’uguaglianza.

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