Natale.
“Un viaggio faticoso da Nazaret a Gerusalemme per soddisfare la vanità di un imperatore, le pesanti ripulse ricevute da Giuseppe che cerca un posto dove possa nascere il bambino, il freddo della notte, il disinteresse con cui il mondo accoglie il figlio di Dio che nasce. E su tutto questo grava una pesante cappa di grigiore, di incredulità, di superficialità e di scetticismo, evidenziata nelle gravissime ingiustizie presenti allora nel mondo. Non si può dire che il contesto del primo Natale fosse un contesto di luce e di serenità, ma piuttosto di oscurità, di dolore e anche di disperazione”
(Cardinale Carlo Maria Martini)
La nascita di un bambino in una capanna diviene, quindi, simbolo di speranza. La speranza del rinnovamento. Gesù e la Sacra Famiglia compiono quel rinnovamento nell’umiltà, nell’amore e nell’accoglienza. E’ questo che il Presepe ci racconta.
Tutti noi possiamo fare nostra l’umiltà, l’amore e l’accoglienza, compiendo un miracolo umano, alla nostra portata.
La Dirigente Scolastica augura agli alunni, ai genitori, ai docenti, al personale, alla città, un Natale che sia rinnovamento nell’umiltà, nell’amore e nell’accoglienza.