Time out: il nuovo Dpcm colpisce lo sport.
Quali misure sono state adottate? Come l’hanno presa i giovani?
Lo sport è fondamentale, soprattutto per i ragazzi, anche se in questo momento difficile il poterlo praticare è a forte rischio. Infatti con il Dpcm del 25 ottobre 2020, il presidente Conte mette dei paletti anche per quanto riguarda l’attività sportiva. La normativa prevede la chiusura di palestre e piscine. Via libera a tennis e running, difatti è consentita l’attività sportiva nei parchi, purché si rispetti la distanza. Gli atleti coinvolti in attività a livello federale possono continuare ad allenarsi? Per quanto riguarda il calcio, si continua a giocare per le categorie di serie A, B, C e D, al contrario ferma l’attività per le categorie sottostanti. Il Dpcm stabilisce anche che tutte le attività sono consentite solo “a porte chiuse”, non è quindi più possibile la presenza di spettatori. Sia nel Basket che nella Pallavolo vanno avanti le attività per le categorie di serie A e B.
A seguito di queste novità sono stati raccolti i pensieri di alcuni ragazzi in merito:
Danilo, 15 anni, gioca a basket, non si allena da qualche settimana e ci dice che:
«è stato molto difficile accettarlo, per me era un periodo di crescita e ho paura di “perdere” tutti i progressi ottenuti.»
Matteo, 16 anni, gioca a pallavolo, la sua squadra è ferma da un po’, dovrebbero riprendere a breve gli allenamenti:
«il nostro è un caso particolare, perché ci alleniamo nella palestra di una scuola, di conseguenza è stato molto complicato organizzare al meglio il tutto.»
Davide, 16 anni, gioca a calcio, ci spiega che, inizialmente loro, di categoria regionale, potevano continuare il campionato ma:
«dopo la prima partita è stato bloccato tutto e ora possiamo allenarci solo individualmente, speriamo possa tornare al più presto la normalità.»
Sara Taccone 3D