NUCLEARE FUTURO O DISTRUZIONE?
Da diversi anni ormai si sente parlare dello sviluppo del nucleare, è davvero questo il futuro dell’energia sostenibile?
Abolite in Italia dopo il referendum del 1987, le centrali nucleari sono presenti in molti paesi del mondo come la Francia dove ce ne sono cinquantotto che producono il 70% dell’energia, o gli Stati Uniti d’America che ne possiedono cento quattro o il Giappone che presenta nel proprio territorio cinquantaquattro reattori. Ma come funzionano? Con il termine “energia nucleare” si indicano tutti quei fenomeni in cui in seguito a trasformazioni nei nuclei atomici si causa la produzione di energia.
Per ricavare energia dal nucleo di un atomo esistono due procedimenti opposti: fissione e fusione. Nelle reazioni di fissione, il nucleo di un atomo con alto numero atomico si divide producendo nuclei con un numero atomico minore e sviluppando così ingenti quantità di energia. Nella reazione di fusione, invece, gli atomi con nuclei con basso numero atomico si fondono dando origine a nuclei più pesanti e rilasciando una notevole quantità di energia.
Il dibattito su questo tipo di energia è quantomai attuale nel nostro Paese; l’opinione pubblica è spaccata in due: chi sostiene che quest’energia sia l’unica via possibile per continuare a produrre lo stesso quantitativo di elettricità senza gravare sul nostro Pianeta e chi invece stigmatizza quest’argomento rifacendosi ai disastri degli anni passati come Chernobyl (1986) o Fukushima (2011).
Bisogna ricordare innanzitutto che i disastri a cui gli scettici fanno riferimento sono accaduti diversi anni fa e che nel frattempo le tecnologie del nucleare sono andate avanti compiendo passi da gigante.
Prendendo in considerazione, ad esempio, il caso francese possiamo capire come in realtà quest’energia sia pulita, sicura, economica e funzionale; le grandi produzioni di energia permettono ai nostri cugini d’oltralpe di vendere l’elettricità ad altri paesi che non riescono a soddisfare il proprio fabbisogno di energia annuale, generando quindi un discreto guadagno. Inoltre una centrale nucleare richiede tanta forza lavoro, e rappresenta a tutti gli effetti una gran risorsa economica per le comunità locali che la devono gestire; potrebbe essere questo il caso della comunità Pontina che nei pressi di Borgo Sabotino ha una centrale nucleare. Inoltre l’impatto ambientale è nullo e questo garantisce a questa energia l’appellativo di energia verde.
Dall’altra parte c’è un forte risentimento verso il nucleare poiché non ritengono sicuro il suo impiego e le scorie prodotte con la fissione nucleare sono molto difficili da smaltire. Se quindi sono legittime le titubanze per lo smaltimento di queste, non ha molto senso il rifarsi ancora a incidenti avvenuti a causa di una scarsa capacità del personale e di strutture già obsolete ai tempi dei disastri.
Ha quindi ragione Cingolani, il nostro ministro della transizione ecologica, quando sostiene che il movimento di ambientalisti capitanati dalla svedese Greta Thunberg è “pieno di oltranzisti ideologici”?
Fatto sta che il nostro Pianeta e la scienza non hanno colore politico, non aspettano e non ascoltano delle ideologie. Per vivere in simbiosi con l’ambiente senza rinunciare alle comodità di tutti i giorni, bisogna solo avere il coraggio di dirlo.
Emanuele Cipriano 5R