COPPA D’AFRICA: SFARZO CONTRO POVERTÀ, QUANDO L’APPARENZA INGANNA

Divertimento e sfarzo per la Coppa d’Africa; nel frattempo milioni di persone rimangono abbandonate nella povertà più assoluta.

Il successo del torneo

La Coppa d’Africa è senza dubbio da decenni il campionato calcistico tra i più seguiti, non solo nel continente africano, ma anche in tutto il mondo. Il campionato viene disputato biennalmente tra le squadre in rappresentanza di ogni rispettiva nazione del continente, le quali esordiscono in tornei minori ad eliminazione, detti “Playoff”. Successivamente le squadre vincitrici si sfidano nella Coppa d’Africa effettiva, trasmessa tramite puntate registrate o in diretta in esclusiva mondiale.

Edizione 2022
Il 9 gennaio scorso è partita la 33° Edizione del campionato, conclusasi il 6 febbraio: le grandi strutture sono pronte ad ospitare migliaia di tifosi, gli ornamenti conferiscono un clima allegro e confortevole agli ospiti, dunque come biennalmente accade il campionato è organizzato nei minimi dettagli, dettagli che impiegano l’utilizzo di risorse costose.

Costi e conseguenze

Se dunque ogni due anni questo campionato entusiasma milioni di spettatori, purtroppo non è lo stesso per le altrettante persone abbandonate nella povertà più assoluta. Gli stadi sono decorati in maniera eccellente e gestiti da un elevatissimo numero di personale, le decorazioni impiegate per l’evento sono indiscutibilmente maestose e di costo elevato, costi che però vanno a gravare e aggravare la situazione già drammatica del continente; nel frattempo vengono ignorati gli innumerevoli segnali d’emergenza, gridati ad alta voce, a causa della mancanza di fondi e risorse primarie.

La realtà, dunque, è di gran lunga differente dall’apparenza.

La realtà dei fatti
Per emulare uno stile di vita occidentale, la classe più abbiente è disposta a tutto, persino ad abbandonare la popolazione più povera in tutto e per tutto. Milioni di persone tra bambini e adulti muoiono a causa della mancanza di materie prime: innumerevoli allarmi vengono lanciati da centinaia di associazioni benefiche a tutto il mondo, mentre la maggior parte di questi rimane a guardare e organizzare eventi dai costi elevatissimi, mancando di rispetto a tutti coloro che lottano tra la vita e la morte ogni giorno. Sovvenendo a queste mancanze si troverebbe una soluzione al problema, con la partecipazione di tutti, ma, finché il mondo intero manterrà la posizione di carnefice spettatore, la situazione rimarrà costantemente drammatica.

Sonia Cipriano 3R