CORSICA INFIAMMATA DA SCONTRI E MANIFESTAZIONI

Mentre l’attenzione mediatica di tutto il mondo è concentrata sugli sviluppi della crisi russo-ucraina, in Corsica si sono riaccesi gli scontri tra gli indipendentisti e la polizia.

Il tutto è iniziato da un avvenimento verificatosi lo scorso 2 marzo: l’indipendentista Yvan Colonna, condannato all’ergastolo per un omicidio commesso nel 1998, è stato aggredito mentre si trovava nella palestra della prigione di Arles. Il detenuto è stato in seguito ricoverato in ospedale ed è tuttora in coma.

Dopo questo evento, gli indipendentisti sono scesi in piazza nelle principali città della Corsica, chiedendo a gran voce un’indagine più approfondita su quanto accaduto a Colonna, e la revisione dello statuto dell’isola. In alcuni casi le proteste hanno portato a violenti scontri con la polizia, mentre in altri contesti si sono svolte in modo pacifico. I danni più gravi si sono avuti nella città di Bastia, dove il 13 marzo si è svolta una manifestazione a cui hanno partecipato più di settemila persone, è stato danneggiato un ufficio delle tasse con bottiglie molotov e sono state ferite 67 persone, di cui 44 poliziotti.

Per placare le violenze e le proteste, il ministro dell’interno Gérald Darmanin si è recato sull’isola mercoledì e giovedì per aprire dei negoziati su uno statuto autonomo della Corsica e dei cicli di discussione con funzionari e forze militari dell’isola.

Massimo Cristini 3E