GLI ADOLESCENTI E L’ALIMENTAZIONE

L’alimentazione è sempre stato un punto delicato da affrontare e molto spesso a rimetterci sono proprio i giovani d’oggi.

È ormai appurato che otto adolescenti su dieci abbiano sviluppato dei disturbi alimentari, soprattutto nella fase dai 12 ai 19 anni. Negli ultimi due anni a causa dello scoppio della pandemia di Covid-19, i problemi alimentari sono aumentati del 30% con un aumento della diagnosi di anoressia nervosa.

I disturbi alimentari sono determinati da diverse cause sociali o psicologiche che portano ad autoimporsi determinate cose. Nei giovani questo problema è sempre più in crescita e i decessi per i disturbi alimentari preoccupano sempre di più.

Le tipologie di disturbo sono diverse: da adolescenti che iniziano a contare le calorie e si saziano con un bicchiere d’acqua,a ragazzi che nascondo snack o patatine per mangiarle e ancora giovani che una volta finito il pasto corrono a liberarsi. Quando una persona entra nel circolo vizioso dei problemi alimentari, fatica molto ad uscirne poiché una volta cominciato questo percorso, il cervello fa fatica a mantenere il pensiero razionale.

La mappa dell’ISS dedicata ai servizi sui disturbi alimentari ci fa vedere che fino ad oggi sono 108 le strutture dedicate ai centri di cura e che il 45% degli adolescenti richiede un aiuto da esse per uscire da questo buco nero. Inoltre i disturbi alimentari, in aggiunta al danno fisico, creano un danno psicologico da non sottovalutare, che porta ad avere bassa autostima, ansia, sintomi ossessivi, frequenti pensieri di autocritica, irritabilità, sbalzi d’umore e depressione.

Dopo lo scoppio della pandemia diversi studi hanno appurato la nascita di due nuovi disturbi alimentari: l’ortoressia, cioè l’ossessione del mangiare sano e la drunkoressia, cioè digiunare per poter bere molto. Di questi disturbi alimentari non si parla quanto si dovrebbe ed è per questo che, ormai da vent’anni, il 15 marzo è stata istituita la giornata del fiocchetto lilla, proprio per sensibilizzare l’argomento e permettere a tutti di essere informati e di capire a che grande problema si va incontro.

Molto spesso si inizia da un pasto saltato o da piccole scuse per non mangiare ma sono proprio questi i campanelli d’allarme che devono far capire che non sta andando tutto per il verso giusto. È sempre bene parlare e chiedere aiuto perché è proprio l’aiuto che ha salvato molte vite da quella voce dentro la testa che spesso si fa troppo insistente.

Ilaria Bonato 3X