Santo Natale.
24 Dicembre 2023
“Un viaggio faticoso da Nazaret a Gerusalemme per soddisfare la vanità di un imperatore, le pesanti ripulse ricevute da Giuseppe che cerca un posto dove possa nascere il bambino, il freddo della notte, il disinteresse con cui il mondo accoglie il figlio di Dio che nasce. E su tutto questo grava una pesante cappa di grigiore, di incredulità, di superficialità e di scetticismo, evidenziata nelle gravissime ingiustizie presenti allora nel mondo. Non si può dire che il contesto del primo Natale fosse un contesto di luce e di serenità, ma piuttosto di oscurità, di dolore e anche di disperazione”
(Cardinale Carlo Maria Martini)
Il giorno di Natale non è cambiato. L’umanità non cambia. Le ingiustizie, il grigiore, la superficialità e lo scetticismo continuano a costringere il Bambino a nascere nei luoghi più inverosimili. Pensare a Gaza è la risposta più semplice. Spesso i Bambini non riescono neppure a nascere, uccisi nel grembo materno. O smettono di nascere, stroncati dalla fame o da un ordigno che scoppia nella loro capanna.
A noi resta almeno il dovere di vivere il Natale con la consapevolezza di essere fortunati: possiamo stare con le nostre famiglie, avere i dolci della festa, incontrare liberamente i nostri amici. Il Presepe ci chiede di glorificare il Natale, noi che possiamo. Umiltà, Amore e Accoglienza. Sono soltanto tre parole, ma possono cambiare i giorni di tutti.
Auguro un Natale che sia rinnovamento nell’umiltà, nell’amore e nell’accoglienza.
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