{"id":16189,"date":"2022-05-22T21:46:42","date_gmt":"2022-05-22T19:46:42","guid":{"rendered":"https:\/\/liceoaprilia.edu.it\/?p=16189"},"modified":"2022-05-22T21:46:42","modified_gmt":"2022-05-22T19:46:42","slug":"trentanni-dalla-strage-di-capaci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/liceoaprilia.edu.it\/2022\/05\/22\/trentanni-dalla-strage-di-capaci\/","title":{"rendered":"Trent\u2019anni dalla Strage di Capaci"},"content":{"rendered":"\r\n\r\n\r\n<h2><em>Il ricordo di due uomini che si sono sacrificati per un bene pi\u00f9 grande<\/em><\/h2>\r\n\r\n\r\n\r\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https:\/\/www.nicoladagostino.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/image-18-1024x576.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-763\"\/><\/figure>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Il 23 maggio ricorre il trentesimmo anniversario della morte del magistrato Giovanni Falcone, che rimase vittima insieme alla sua cara moglie Francesca Morvillo e tre uomini della sua scorta nella strage di Capaci. Dopo soli due mesi venne ucciso anche il suo collega e amico Paolo Borsellino e cinque uomini della scorta nella strage di via D&#8217;Amelio.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Sono passati trent\u2019anni, ma, il messaggio che i due magistrati lasciarono \u00e8 ancora vivo nell\u2019immaginario collettivo. Insieme a loro si ricordano per\u00f2 anche tutti coloro che per lotta per la legalit\u00e0 hanno dato la vita, ricordandoci la necessit\u00e0 di combattere per essa, ogni giorno.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Giovanni Falcone era un visionario, e nemmeno quell\u2019atroce e spaventoso pomeriggio del 23 maggio del 1992 ha messo fine alla lotta contro la malavita che, assieme a Paolo Borsellino, aveva cominciato e portato avanti sino all\u2019ultimo respiro. Il loro messaggio di legalit\u00e0 e il ricordo di tutte le vittime, strappate alla vita dall\u2019attacco di Cosa Nostra, sono ancora vivi negli occhi e nella mente di tutti coloro che non vogliono dimenticare.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https:\/\/www.nicoladagostino.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/image-19-1024x686.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-764\"\/><\/figure>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Il 16 dicembre del 1987 termin\u00f2 il maxiprocesso, che vide la condanna di 360 boss mafiosi appartenenti a Cosa Nostra, e poco pi\u00f9 di un anno dopo, il 21 giugno del 1989, vi fu il primo tentativo, fallito, di uccidere Falcone con un borsone pieno di tritolo posto a pochi metri di distanza dalla villa affittata dal magistrato.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Ma la mafia non si arrende e il 23 maggio del 1992 ritenta, Falcone era di ritorno da Roma, dove si erano svolte le elezioni per scegliere il superprocuratore che lo vedevano il favorito.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Nel tragitto da Punta Raisi a Palermo, all&#8217;altezza dello svincolo autostradale di Capaci, un&#8217;esplosione di inaudita potenza invest\u00ec la Fiat Croma blindata su cui viaggia il giudice Giovanni Falcone e le due auto della scorta. L\u2019attentato di Capaci, nella sua brutalit\u00e0, ha messo l\u2019intero Paese di fronte a un fatto compiuto: era in atto una guerra nella quale un nemico spietato e feroce aveva in mente di eliminare chiunque tentasse di sconfiggerlo.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Ci furono due processi, pi\u00f9 una terza inchiesta poi archiviata sui mandanti, dove si \u00e8 fatta luce solo in maniera parziale&nbsp; su chi ha ordinato e chi ha eseguito l\u2019attentato sulla Palermo &#8211; Punta Raisi.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Il 15 dicembre del 2000 viene firmata a Palermo la <em>Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalit\u00e0 organizzata transnazionale <\/em>a cui aderiscono 189 paesi, i quali si impegnano a recepire nella propria legislazione nazionale misure di contrasto, prevenzione e cooperazione nella lotta contro le mafie. Il percorso per arrivare a questo traguardo parte da molto lontano: fra i primi a teorizzare una collaborazione tra gli Stati, per contrastare l\u2019azione dilagante delle mafie, era stato il capo dell\u2019Ufficio Istruzione di Palermo, Rocco Chinnici. Dopo l\u2019omicidio di quest\u2019ultimo nel 29 luglio del 1983, a dare seguito alle sue intuizioni sar\u00e0 Giovanni Falcone, sfruttando i suoi rapporti con l\u2019FBI e con le Procure dei vari paesi europei, perch\u00e9 \u201cChi tace e piega la testa muore ogni volta che lo fa\u201d.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Fra<em>ncesca Menegoni 5U<\/em><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il ricordo di due uomini che si sono sacrificati per un bene pi\u00f9 grande Il 23 maggio ricorre il trentesimmo anniversario della morte del magistrato Giovanni Falcone, che rimase vittima insieme alla sua cara moglie Francesca Morvillo e tre uomini della sua scorta nella strage di Capaci. Dopo soli due mesi venne ucciso anche il suo collega e amico Paolo Borsellino e cinque uomini della scorta nella strage di via D&#8217;Amelio. Sono passati trent\u2019anni, ma, il messaggio che i due magistrati lasciarono \u00e8 ancora vivo nell\u2019immaginario collettivo. Insieme a loro si ricordano per\u00f2 anche tutti coloro che per lotta per la legalit\u00e0 hanno dato la vita, ricordandoci la necessit\u00e0 di combattere per essa, ogni giorno. Giovanni Falcone era un visionario, e nemmeno quell\u2019atroce e spaventoso pomeriggio del 23 maggio del 1992 ha messo fine alla lotta contro la malavita che, assieme a Paolo Borsellino, aveva cominciato e portato avanti sino all\u2019ultimo respiro. Il loro messaggio di legalit\u00e0 e il ricordo di tutte le vittime, strappate alla vita dall\u2019attacco di Cosa Nostra, sono ancora vivi negli occhi e nella mente di tutti coloro che non vogliono dimenticare. Il 16 dicembre del 1987 termin\u00f2 il maxiprocesso, che vide la condanna di 360 boss mafiosi appartenenti a Cosa Nostra, e poco pi\u00f9 di un anno dopo, il 21 giugno del 1989, vi fu il primo tentativo, fallito, di uccidere Falcone con un borsone pieno di tritolo posto a pochi metri di distanza dalla villa affittata dal magistrato. Ma la mafia non si arrende e il 23 maggio del 1992 ritenta, Falcone era di ritorno da Roma, dove si erano svolte le elezioni per scegliere il superprocuratore che lo vedevano il favorito. Nel tragitto da Punta Raisi a Palermo, all&#8217;altezza dello svincolo autostradale di Capaci, un&#8217;esplosione di inaudita potenza invest\u00ec la Fiat Croma blindata su cui viaggia il giudice Giovanni Falcone e le due auto della scorta. L\u2019attentato di Capaci, nella sua brutalit\u00e0, ha messo l\u2019intero Paese di fronte a un fatto compiuto: era in atto una guerra nella quale un nemico spietato e feroce aveva in mente di eliminare chiunque tentasse di sconfiggerlo. Ci furono due processi, pi\u00f9 una terza inchiesta poi archiviata sui mandanti, dove si \u00e8 fatta luce solo in maniera parziale&nbsp; su chi ha ordinato e chi ha eseguito l\u2019attentato sulla Palermo &#8211; Punta Raisi. Il 15 dicembre del 2000 viene firmata a Palermo la Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalit\u00e0 organizzata transnazionale a cui aderiscono 189 paesi, i quali si impegnano a recepire nella propria legislazione nazionale misure di contrasto, prevenzione e cooperazione nella lotta contro le mafie. Il percorso per arrivare a questo traguardo parte da molto lontano: fra i primi a teorizzare una collaborazione tra gli Stati, per contrastare l\u2019azione dilagante delle mafie, era stato il capo dell\u2019Ufficio Istruzione di Palermo, Rocco Chinnici. Dopo l\u2019omicidio di quest\u2019ultimo nel 29 luglio del 1983, a dare seguito alle sue intuizioni sar\u00e0 Giovanni Falcone, sfruttando i suoi rapporti con l\u2019FBI e con le Procure dei vari paesi europei, perch\u00e9 \u201cChi tace e piega la testa muore ogni volta che lo fa\u201d. 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